Trauma ed EMDR
Quello che è successo può essere elaborato.
Alcune esperienze non passano semplicemente con il tempo: restano, a volte in modo silenzioso, e continuano a farsi sentire nella vita di tutti i giorni, in un pensiero che torna, in una reazione che non ti aspetti, in una fatica che non sai bene da dove arrivi. Non è necessario che tu sappia dare un nome preciso a quello che porti, né che tu abbia già capito da dove viene: puoi semplicemente partire da come ti senti oggi. Nel mio studio a Cupello, a pochi minuti da Vasto e San Salvo, utilizzo l'EMDR all'interno di un percorso di psicoterapia per accompagnarti nell'elaborazione di questi vissuti, con i tuoi tempi e senza dover affrontare tutto da solo.
Non solo eventi eclatanti
Quando si parla di trauma, si pensa spesso a eventi enormi e riconoscibili. In realtà un'esperienza può lasciare un segno anche senza essere un evento eclatante: una relazione difficile, un periodo di forte stress, momenti ripetuti in cui ti sei sentito solo o non ascoltato. Sono vissuti che restano depositati, anche quando la mente razionale li ha archiviati. Se qualcosa del passato continua a influenzare come ti senti oggi, può avere senso guardarlo da vicino, con l'aiuto di chi può accompagnarti in questo percorso.
Come funziona l'EMDR
EMDR sta per desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. È un metodo che aiuta la mente a elaborare un ricordo rimasto come "bloccato", così che smetta di provocare la stessa intensità emotiva di prima. Attraverso stimolazioni bilaterali, spesso movimenti oculari guidati, il ricordo viene rielaborato e può trovare un posto diverso nella memoria: non sparisce, ma perde parte del peso che porta con sé oggi. Non serve rivivere l'accaduto in ogni dettaglio perché il lavoro possa procedere, e questo è uno degli aspetti che le persone trovano più rassicuranti in questo tipo di lavoro.
Una parte del percorso, non una tecnica isolata
L'EMDR non è un intervento a sé, slegato dal resto. Nel mio lavoro lo inserisco all'interno di un percorso di psicoterapia costruito insieme a te: prima si costruisce fiducia e sicurezza, poi, quando è il momento giusto, si può introdurre l'EMDR per lavorare su ricordi specifici. Sono terapeuta EMDR con una formazione accreditata in questo metodo, che uso in modo integrato con l'approccio cognitivo comportamentale, adattando ogni passo a quello che stai vivendo tu in quel momento del percorso.
Cosa succede in seduta
Non sei tenuto a raccontare tutto nei minimi particolari perché il lavoro funzioni. Si procede un passo alla volta, rispettando quello che sei pronto ad affrontare in quel momento, seduta dopo seduta. Il mio compito è guidare il processo e mantenere uno spazio sicuro, così puoi lasciare che il ricordo venga elaborato senza sentirti sopraffatto o costretto ad andare oltre quello che ti senti in grado di reggere. Alcune sedute possono portare a un senso di sollievo già percepibile, altre richiedono più tempo: ogni percorso ha il suo ritmo, e va bene così.

Se vivi a Vasto, a San Salvo o in un altro comune della provincia di Chieti, avere a disposizione una terapeuta EMDR nel proprio territorio significa poter iniziare un percorso senza dover affrontare lunghi spostamenti o cercare altrove qualcosa che è già vicino a casa. Il mio studio si trova a Cupello, ma le sedute si possono svolgere anche online, per chi preferisce questa modalità o vive più lontano. Ogni incontro si svolge in uno spazio riservato, protetto dal segreto professionale. La formazione in EMDR richiede un percorso specifico di accreditamento, distinto dalla formazione base in psicoterapia: l'ho seguito per poter offrire questo strumento all'interno del mio lavoro clinico, con la stessa cura che dedico a ogni fase del percorso.
Domande frequenti
Le domande più frequenti su questo tema.
Devo raccontare nei dettagli quello che mi è successo?
No. L'EMDR non richiede di narrare l'accaduto in ogni particolare perché il processo di elaborazione possa avvenire. È sufficiente che il ricordo sia presente e riconoscibile per te: il lavoro si concentra su come questo ricordo è "immagazzinato" e su cosa provoca oggi, non sulla ricostruzione dettagliata di ogni momento vissuto. Puoi condividere quello che ti senti pronto a condividere, nella misura in cui ti senti pronto a farlo, senza dover trovare le parole giuste per ogni dettaglio o rimettere in ordine una cronologia precisa dei fatti. Il lavoro terapeutico rispetta i tuoi tempi e i tuoi confini in ogni fase del percorso, e questo vale ancora di più quando si parla di esperienze difficili: se in una seduta senti il bisogno di rallentare o di fermarti, quello spazio ti appartiene, ed è parte del lavoro tanto quanto il resto.
L'EMDR è utile solo per eventi gravi, o funziona anche per esperienze che sembrano "piccole"?
L'EMDR si usa anche per esperienze che, viste da fuori, potrebbero sembrare non gravi ma che per te pesano davvero. Non è la gravità apparente di un evento a determinare quanto ti abbia segnato: un episodio di umiliazione, una critica ricorrente, un momento in cui ti sei sentito profondamente solo possono lasciare un'impronta tanto quanto un evento più eclatante. A volte capita di minimizzare quello che si porta dentro, pensando che "in fondo non è successo niente di grave" o che altri hanno vissuto cose peggiori. Ma il confronto con l'esterno non è un criterio utile: quello che conta, nel valutare se questo lavoro può esserti utile, è quanto quel ricordo continua a farsi sentire oggi, nel corpo e nella mente, se torna, se ti condiziona, se ti sembra di portarlo ancora addosso. In questi casi può avere senso guardarlo insieme, senza doverne prima giustificare l'importanza.
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