Perdite e lutto

Il dolore della perdita merita uno spazio.

Perdere una persona cara, una relazione, un lavoro o un pezzo di te chiede tempo. Non è qualcosa da superare in fretta, né da nascondere per sembrare forte agli occhi degli altri, o forte agli occhi tuoi. C'è chi si aspetta di "tornare come prima" dopo qualche settimana, e chi invece si scopre a portare quel dolore per molto più a lungo, senza sapere se sia normale. Non serve arrivare "pronti" o aver già capito qualcosa: basta il bisogno di non affrontarlo da solo. Nel mio studio a Cupello, a pochi minuti da Vasto, offro uno spazio dove il lutto può essere attraversato, ascoltato e accolto, con i suoi tempi e senza scorciatoie.

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Attraversare, non dimenticare

Elaborare un lutto non significa dimenticare chi o cosa hai perso, né tornare a essere quello di prima come se nulla fosse successo. Significa, piuttosto, trovare un modo di portare quella perdita con te, dentro una vita che comunque continua e che cambia forma. Le "fasi del lutto" di cui spesso si legge online non sono una scaletta rigida da rispettare in un ordine preciso, né un esame da superare con il voto giusto: ognuno le vive a modo suo, con tempi, ritorni e pause propri. Non esiste un modo giusto o sbagliato di attraversare questo momento, e nemmeno una tabella di marcia da seguire passo dopo passo.

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Non c'è un solo modo di perdere

La morte di una persona cara non è l'unica perdita che merita ascolto. Anche la fine di una relazione importante, un lavoro che chiude un capitolo, un cambiamento nella salute, un corpo che non risponde più come prima, la perdita di un ruolo o di un'identità sono lutti a tutti gli effetti, con un peso che va riconosciuto. Il dolore che portano è reale, anche quando ti sembra meno legittimo di altri, meno "grave" agli occhi di chi ti sta intorno, o difficile da spiegare a parole senza sentirti giudicato. In studio questi vissuti trovano lo stesso spazio, la stessa attenzione, senza bisogno di giustificarli a nessuno, nemmeno a te stesso.

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Come lavoro in questo percorso

Il percorso si basa su un approccio cognitivo-comportamentale, che aiuta a comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti legati alla perdita influenzano la tua quotidianità, le tue relazioni, il modo in cui dormi o affronti le giornate. Quando alcuni ricordi restano particolarmente dolorosi o come "bloccati", intrusivi, difficili da rielaborare soltanto con le parole, posso integrare l'EMDR, una tecnica pensata proprio per questo tipo di memorie legate a eventi dolorosi. Non è un protocollo fisso e uguale per tutti: costruiamo insieme il percorso più adatto a te, un passo alla volta, rispettando ciò che sei pronto ad affrontare in ogni fase, senza forzature né tappe obbligate.

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Cosa aspettarti

Non ci sono scadenze da rispettare, né un tempo "giusto" entro cui dovresti stare meglio. In studio non troverai giudizi su quanto sta durando il tuo dolore, né la pretesa che tu debba essere già oltre o dimostrare a qualcuno di avercela fatta. Andiamo al tuo passo: alcune sedute servono per parlare, ricostruire, dare parole a ciò che senti; altre servono semplicemente per stare, anche in silenzio, con quello che c'è in quel momento. Possiamo lavorare insieme per trovare un nuovo equilibrio con il dolore, non per farlo sparire in fretta o per un dovere di "andare avanti" a tutti i costi. Anche i momenti di stallo, in cui ti sembra di non fare progressi, fanno parte del percorso.

Lo studio di psicoterapia della Dott.ssa Greco a Cupello (CH)

Cerchi un supporto psicologico per un lutto a Vasto, San Salvo o più in generale nella Provincia di Chieti? Lo studio si trova a Cupello, in una posizione comoda da raggiungere per chi arriva da entrambe le zone e dai comuni limitrofi, senza spostamenti lunghi in un momento già faticoso. È un ambiente riservato, pensato per accogliere anche i momenti più delicati senza fretta. Se preferisci, il percorso può svolgersi anche online, con la stessa cura e la stessa riservatezza degli incontri in presenza: utile se fai fatica a spostarti o se in questo momento ti senti più al sicuro tra le tue mura. Ogni cosa condivisa in seduta resta strettamente confidenziale, nel rispetto del segreto professionale.

Per i ricordi più dolorosi: come uso l'EMDR nel percorso →

Domande frequenti

Le domande più frequenti su questo tema.

Quanto tempo dopo la perdita ha senso chiedere aiuto?

Non esiste un momento giusto o sbagliato. C'è chi sente il bisogno di parlarne da subito, quando tutto è ancora molto vivo e la perdita è recente, e chi chiede aiuto dopo mesi o anni, magari perché il dolore si ripresenta in un momento inaspettato della vita, senza un motivo apparente. Qualunque sia il tuo tempo, è quello giusto per te: non serve aspettare una scadenza, un "peggioramento", né un segnale particolare per iniziare a parlarne. Anche accorgersi che qualcosa, dopo tempo, continua a pesare più del previsto può essere un buon motivo per chiedere un confronto.

È normale sentirsi in colpa per essere ancora tristi dopo tanto tempo?

Sì, è un vissuto comune, anche se spesso taciuto per timore di essere giudicati o di "esagerare" agli occhi degli altri. Non esiste una durata corretta per il dolore, e restare tristi a lungo non significa che in te qualcosa non funzioni, né che tu non sia in grado di farcela da solo. Nel percorso possiamo dare spazio anche a questo senso di colpa, con calma e senza giudizio, per capire cosa ti sta dicendo davvero, invece di provare a zittirlo o a nasconderlo agli altri.

Il primo passo

Parlarne è già
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